ARTE & COLLEZIONISMO

ISPRA – PALAZZO COMUNALE – SALA SERRA

1-12 NOVEMBRE 2OO9

La mostra promossa dalla Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese sotto il titolo ‘ARTE & COLLEZIONISMO’ contiene una apparente contraddizione. Nutre infatti il proposito di entrare nel mercato per interessare i collezionisti e, nel contempo, serve a denunciare certi comportamenti che, da alcuni decen-ni a questa parte ed in modo sempre più preponderante, sta riducendo il comparto dell’arte a pura attività economica dove in pochi – con la complicità di molti – dettano le regole. E’ sotto gli occhi di tutti come le esigenze commerciali stiano sempre più prevalendo sui valori artistici, offrendo una immagine ridut-tivistica dell’arte. Ed è ovvio che più le connotazioni sono ‘popolari’ più il mercato si allarga ed il fatturato aumenta. Ciò conduce a tanti compromessi: la grafica ridotta a stampe; la scelta ristretta a pochi nomi che servono soprattutto a vendere; le collezioni basate sugli artisti del momento (come se l’arte potesse ridursi ad una moda); gli autori che continuano a ripetersi attorno a soggetti ‘facili’, che piacciono al pubblico (in parole povere: gli artisti che falsificano se stessi); le collezioni affidate al gallerista più che al gusto personale. Tant’è che da tempo mi pongo spesso una domanda: si può ancora parlare di ‘collezione’?La collezione è qualcosa di intimo, di personale, costruito a propria misura e somiglianza. Dovrebbe quindi rispettare la propria cultura, il proprio modo di ‘sentire’ la bellezza, la propria personalità. In quanto tale dovrebbe perciò nascere da un modo di porsi critico di fronte all’immagine. Fatte le debite ecce-zioni, mi capita invece di imbattermi in collezioni perfettamente eguali: gli stessi autori, gli stessi soggetti ripetuti all’infinito, accomodanti e destinati a sparire nell’anonimato magmatico dell’arredamento. E’ questa l’arte che dovrebbe aiutare l’uomo a riscoprire se stesso, a riscoprire la sua dimensione interiore?Il compito della rassegna che viene allestita a Ispra è innanzitutto questo: scoprire il valore della propria diversità. Sotto questo profilo, la scelta è più che ampia e può suscitare nell’osservatore diversi spunti che portano al confronto. Del resto, pur nella restrizione della misura, ogni artista mette in evidenza le caratteristiche più genuine del proprio ‘fare arte’: genuinità dei prodromi ispirativi, originalità di esiti, capacità di essere presenti, con l’attualità della propria ricerca, nel panorama internazionale dell’arte. La misura scelta come dato comune non è però casuale. Da una parte è legata alle esigenze degli attuali spazi abitativi, dall’altra è attenta a favorire l’acquisizione di un’opera d’arte originale ed unica, da parte soprattutto del collezionismo giovane, ad un costo acces-sibile a tutte le borse. La mostra è stata quindi progettata per essere non un momento astratto, di pura affermazione estetica, ma un atto concreto ed un contributo significativo, proprio nella sua eterogeneità, alla vita culturale del territorio. Oscar Wilde ha lasciato scritto: ‘Il vero dell’arte è il vero della vita’. Ettore Ceriani